Trascinando s’impara – Joan Didion “On self-respect”

Un pò alla Cèline, che diceva  “Love is the infinite placed within the reach of poodles. I have my dignity”, ma più dolcemente e con la sua prosa che avvolge e un pò deprime – ma con la distensione che porta una certa lucidità- Joan Didion parla dell’importanza del rispetto verso se stessi – ne  “On Self- Respect”(impossibile tradurlo precisamente in italiano, l’autostima prevede un apprezzamento di sè) articolo scritto per Vogue nel 1961 e poi raccolto in Slouching Towards Betlemme (in Italia tradotto Verso Betlemme – elimando così il – non trascurabile – trascinandosi)

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Rispetto verso se stessi – questo misterioso talamo che alcuni hanno dalla nascita, altri scoprono dopo svariate batoste (una o centinaia, dipende), altri ancora non incontrano mai – per inezia o perché non gliene è stato dato il potere.  A posteriori Didion indentifica un suo fallimento  – quando diciannovenne non riuscì a passare il test per entrare alla Phi Beta Society  (la più vecchia società onoraria che raccoglie i migliori studenti nelle Arti e nelle Scienze)  – il momentus in cui qualcosa è cambiato – uno scontro con la realtà che l’ha portata al dubbio, e alla coscienza della propria vulnerabilità, della possibilità di fallire.

La non accettazione in questo gruppo privilegiato le fa perdere alcune certezze:

 I lost the conviction that lights would always turn green for me, the pleasant certainty that those rather passive virtues which had won me approval as a child automatically guaranteed me not only Phi Beta Kappa keys but happiness, honor, and the love of a good man; lost a certain touching faith in the totem power of good manners, clean hair, and proved competence on the Stanford-Binet scale.

Ed è li che il self-respect può divenire la difesa della nostra identità – senza limitazioni – senza dover aspettare e pretendere l’approvazione degli altri, il successo, l’onore, l’amore, o grottescamente, direi, senza aspettare i ‘mi piace’ su Facebook – e contarli quanti sono 20, 30, 100? La sicurezza di essere qualcuno, anche se non sei nessuno – per molti. Un valore intrinseco che bisogna avere, altrimenti, cosa siamo? Chi siamo? I have my dignity!

To have that sense of one’s intrinsic worth which constitutes self-respect is potentially to have everything: the ability to discriminate, to love and to remain indifferent. To lack it is to be locked within oneself, paradoxically incapable of either love or indifference.

Character — the willingness to accept responsibility for one’s own life — is the source from which self-respect springs

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