4 libri scritti da donne per le donne – da evitare – Dal moralismo femminista che alla fine propone la solita divisione prostitute e sante alle campagne contro la plastica facciale e i magazine femminili – è questa la strada per essere libere?

by Anna Vallarino

Tanto per cercare di capirci qualcosa di femminismo – dall’essere donna nel e del mio tempo alle libertà acquisite (e quelle che dobbiamo acquisire) e altre non piccole questioni – mi sono dedicata alla lettura di alcuni libri, diciamo quelli più in auge, che toccassero queste tematiche. Ho avuto delle piacevoli e illuminanti scoperte, alcune conferme e mi sono trovata a leggere libri che mi hanno infastidito, talmente parlavano a me lettrice come se fossi un’idiota, l’idiota femminile che grazie a quel libro avrebbe finalmente scoperto il talamo segreto dell’essere femminile. Perchè se vogliamo dirla tutta, i libri che ci dicono come dovremmo essere per essere donne autentiche (ancora devo capire che diavolo voglia dire)- anti magazine femminili, anti tv, anti Olgettine, anti chirurgia plastica – non sono altro che l’altra faccia della medaglia dei vecchi miti moralisti e tradizionalisti – sebbene vestiti di laicità. Ecco qua sotto 4 libri che hanno venduto molto, e che invece di illuminarmi mi hanno fatto venir voglia di abbracciare tutte le zoccole e le donne rifatte d’Italia e del mondo. Perchè se c’è una strada da percorrere, non credo sia quella del moralismo, ma quella della libertà individuale, della scelta, che si tratti di un paio di tette, di un posto di lavoro o di una maternità.

 

Sii bella e stai zitta – Michela Marzano – La filosofa espatriata in Francia viene in Italia per educare le povere italiane, vittime di sessismo, stereotipie televisive e mercificazioni varie – e notate bene, pubblicando con Mondadori. Nessuno dice che in Italia qualche problema vi sia, nessuno smentisce che qualcosa sia necessario fare perchè vi sia un’equità nel mondo del lavoro e della società, ma avevamo proprio bisogno della Marzano che ci spiegasse cosa è la pillola, cosa è un transessuale e cos’è un aborto? Avremo anche un sacco di pubblicità con culi e tette, ma suvvia Marzano, questo tono paternalistico da maestrina dà veramente fastidio. Best-seller che ben rappresenta il femminismo moralista tanto in auge in Italia. Per la serie, una maniera diversa di proporre il tradizionale bigottismo Made in Italy.

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Il mito della bellezza – Naomi Wolf Sarebbe bellissimo credere che il mito della bellezza femminile sia nato ai giorni nostri, spalla a spalla con i media di massa. Invece il mito della bellezza c’è da sempre – pur se in diverse forme – ed è anche un mero fatto biologico. La paladina del no logo, studentessa anche di Bloom, è divenuta famosa in patria con questo libro – pubblicato nel 1994- in cui tutto – dalle malattie alimentari al conformismo estetico – sembra essere colpa del quarto potere, e non vi è traccia né di Narciso né di Afrodite.

 

Il corpo delle donne – Lorella Zanardo – A seguito del celebre documentario ecco il libro. Altro bell’esempio di femminismo moralista italiano. Le donna da bene sono quelle naturali (magari vestite alla francescana). Le donne da bene non hanno le bocche rifatte e non vanno in televisione. Dire che la chirurgia estetica sia il burqa del mondo occidentale è più che forzato. Vedete Claudio Baglioni all’ultimo Sanremo. Di nuovo, l’escamotage per criticare è semplificare il problema. Renderlo tutto una questione di autenticità. Chi può dire che una donna con la bocca rifatta sia più autentica di me o di te? Chi sono per giudicare? E’ questa la strada da percorrere? Le donne della tv commerciale sono tutte troie (poverine!) che non hanno le facoltà intellettuali per farcela e noi che fatichiamo, lavoriamo, noi donne da bene – mai andate in tv – sante? #piccolaitalia nuovamente classista.

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The Vagenda – appena uscito in Gran Bretagna, è il libro nato dal blog femminista di due giovani giornaliste, Rhiannon Lucy Closset e Holly Baxter. Arrabbiatissime con le riviste femminili, per 300 pagine non fanno che criticare tutti i contenuti standard dei magazine: dall’ossessione per le celebrities al sessismo delle pubblicità alle rubriche dietetiche. Non dico che le riviste femminili siano illuminanti – anzi – ma non posso neanche credere che loro siano la fonte dei mali – semmai un sintomo. Il maggiore punto di riferimento di The Vagenda sembra Il Mito delle bellezza della Wolf , e qua già molto si dice. Per il resto, giovane patrocinio di due giornaliste che prendono un pò troppo seriamente Grazia e co. Semmai il problema non sono le rivistema le donne che le leggono come se fossero la Bibbia. O no?! E le riviste maschili? Potrebbero scriverci sopra un altro libro.

 

A seguito i 4 libri da leggere

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