Un altro impotente della politica: Grillo e le donne, i gay e Boldrini

By Anna Vallarino

Sì,  direte che sono masochista, ma ho speso l’ultima ora a leggere e ascoltare Beppe Grillo. In quanto fenomeno politico, non ho mai visto una gran differenza fra lui e Berlusconi, ma ora, navigando fra i suoi post e le sue dichiarazioni, scopro che hanno un’altra fratellanza – oltre il facile populismo e la demagogia: un implacabile bisogno di lasciarsi in affermazioni misogine e sessiste (per non dire razziste), dette con la leggerezza di un cabaret (non riescono ad andare oltre la performance)  e assimilate dai loro spettatori come trovate divertenti, se non argute.

Ignoranza, l’ignoranza dell’etica, ignoranza civile, ignoranza vera, quella che non accetta sfumature ma solo il pretesto per nutrire un po’ gli intestini dei più facili a essere riempiti. Ho scoperto – attenendomi ai fatti più recenti- che ha definito Vendola “un buco senza ciambella”, che ha detto che “gli zingari entrano nei nostri sacri confini e sono un pericolo per i nostri anziani” ( qua vedo anche uno – sebbene non  dei migliori – Calderoli).

 

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Virando sul campo femminile –solo per citarne alcuni – ha scritto il celebre post “Che fareste in auto con la Boldrini?”, ha detto sulla Serracchiani “è stata messa lì per far finta di fare qualcosa. Fa solo un po’ di marketing. È carina ma nulla più”. Le donne del PD sono “veline”. E’ carina ma nulla più? Veline? Siamo ancora a questi punti? Per depotenziare un avversario politico femminile bisogna colpirla non sul piano politico ma sul piano dell’estetica? E’ troppo difficile attaccare la politica con la politica? Fosse un comico, sarebbe solo un comico andato a male, ma è un personaggio politico. Il problema è che la maggior parte delle persone – e non solo fra gli adepti al Grillo pensiero – non percepisce nemmeno queste frasi come sessiste.

E’ normale  contrattaccare un politico donna o un politico gay abbassando il discorso sulla loro sessualità, depotenziando la loro capacità di fare politica, di essere qualcosa oltre il mero fatto estetico e sessuale. E’ la semplice difesa di chi si sente minacciato e non ha con sé molti altri argomenti, o forse per pigrizia non vuole trovarli. E’ un sintomo di impotenza verbale e di contenuto. Prima avevamo la ventata moralista della sinistra contro le donne di Berlusconi – tutte puttane – ora abbiamo Grillo che non sa contenere la sua voglia di accondiscendere i suoi spettatori e rende tutte le donne in politica feticci da concorso di bellezza.

Che ci siano maschilisti, razzisti e cafoni non m’interessa, ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ma che questi vengano ascoltati e votati senza un minimo di senso critico mi pare incomprensibile.

I grillini continuano a dire che Grillo sarà il rinnovamento. Il rinnovamento di che cosa?

 

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