Libri Sì: Manuale della perfetta gentildonna di Busi. Che le donne si liberino da loro stesse!

by Anna Vallarino

Vieni mia cara Maddalena, mia cara ex puttana ex utero ex santa ex serva, si parte verso l’utopia. Stiamo per spiccare il volo non verso E.T. ma verso TE. 

Non è un libro solo per donne.  Aldo Busi docet. Un Manuale adorabile, soprattutto in tempi in cui la fervente cattolica Costanza Miriano riesce a vendere con libri come Sposati e sii sottomessa, e il recente, Obbedire è meglio. Se volete un antidoto a questo ridicolo richiamo all’ordine e al femminismo moralista delle intellettuali di sinistra italiane (che è ancora più nocivo della Miriano, vestito come è di progressismo, ma di quello per bene) ecco un libro per voi.

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Chi è la perfetta Gentildonna? E’ la donna che si libera, finalmente. Se è vero che ormai le donne non siano più tenute a circoscrivere la loro esistenza “fra santità, prostituzione e maternità”, troppo stesso sono loro le prime a rinchiudersi nel loro orticello mentale, dove pare che possano avere una dignità solo se accessoriate di un compagno o un marito che le difenda, dove pare che possano governare solo se qualcuno è così magnanimo da dare loro le quote rosa, dove pare che non avere un figlio significhi essere meno donna, e non invece, avere semplicemente il tempo nelle proprie mani, e nessuna pretesa di santificazione o crocifissione in nome di un figlio che manco ha chiesto di venire al mondo.

Busi invita tutte le donne, di tutte le età e professioni, a decidersi di essere libere, e non liberte. Soprattutto a non essere più:

 una macchina d’ amore che gira a vuoto, una filatrice di sentimenti a senso unico, una donna malinconica che le ristrettezze del focolare e dei suoi interessi pipì-popò-papà relega a produrre pensieri di felicità nel chiuso della sua mente. 

L’amore? L’amore è bellissimo ma non può divenire la missione di nessuno, e bisogna che quelle donne che semplificano l’amore riducendolo a “una manna dal cielo”, a un porto sicuro di realizzazione, si sveglino.

 La mia moderna Maddalena, inoltre, non si accontenta più di un uomo perché bisogna avere un uomo tanto per averlo e sentirsi normali: basta con le mezze seghe, è preferibile un intero ditalino.

Quello che la Gentildonna deve chiedere è il rispetto, la pretesa di essere considerata persona, perché:

essere rispettata e considerata nei luoghi in cui il rispetto ha valore, assemblee sindacali, comizi elettorali, fabbriche e uffici, mezzi pubblici e la strada, è la garanzia di non essere rispettata nel luogo in cui sarebbe controproducente a un bell’ orgasmo. Rispettare una donna a letto è un’ eredità del bigottismo, del senso di colpa, del mammismo da gallismo italiano..

Liberiamoci, liberiamoci soprattutto da noi stesse, da tutto il nostro cocco-de e cocco-da su quello che dovremmo essere per gli altri.  Questo di Busi è un richiamo alla realtà, un manuale di sopravvivenza. E che la Miriano si sottometta da sola. Io preferisco sottomettermi a letto, se e quando ne ho voglia, e non certo per accondiscendere un marito che non ho, e che se mai avrò, sarà un perfetto Gentiluomo, non una mezza sega.

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