Liberi tutti! Quando la letteratura americana mi ha salvato da un acuto malessere esistenziale

by Anna Vallarino

 

“As for me, I am tormented with an everlasting itch for things remote. I love to sail forbidden seas, and land on barbarous coasts ”
― Herman MelvilleMoby-Dick; or, The Whale

 

Via la letteratura Americana nel curriculum di base per ottenere il GCSE (un esame standard che si ottiene all’età di 16 anni). Sono state moltissime le proteste in UK dopo la decisione del ministro dell’istruzione Gove di estromettere libri come Of Mice and Men di Steinbeck, i memoir di Maya Angelou o The Crucible di Miller. Il tentativo è quello di  “di rendere più rigorosa la preparazione” dice il ministro. 

 

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Proteste a cui è  stato controbattutto che nessun libro è bandito, e i professori sono liberi di aggiungere qualsiasi opera americana  al curriculum. Viene da chiedersi come si fa ad aggiungere ulteriori libri al programma quando quello di base riesce difficilmente ad essere coperto? Studiare la letteratura è  una questione patriottica?

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Ho sempre avuto una predilizione per la letteratura americana, una predilizione nata da quando ero piccola, che mi ha fatto anche comprare due giorni fa “Libero chi legge”, dove Fernanda Pivano stila una lista di opere americane che hanno segnato la storia e il nostro immaginario.  Mi sto divertendo a leggerlo, trovando molte conferme, alcuni libri che devo leggere (Confessioni di un artista di merda di Dick, lo voglio! e Bright Lights Bright City di McInerney per esempio) e mi chiedo come possa mancare Their eyes were watching God di Hurston. Ma si sa ogni lista è fittizia e, per sua natura, incompleta. Ho sempre legato la letteratura americana a un senso di libertà, una libertà dalla tradizione, dai canoni secolari, una ribellione correndo verso i grandi spazi aperti del West.

Non posso negare il potere che hanno avuto su di me ragazzina libri come On the road di Kerouac, Howl di Ginsberg, Ariel di Sylvia Plath o la poesia di Anne Sexton, Tropico del Cancro di Miller, The age of Innocence di Warthon, Il Pasto Nudo di Burroughs (e ve li scrivo così, come mi vengono). Forse perché vivevo in un piccolo paese sulla costa ligure, e il mio viaggio era il treno per andare al liceo a Genova e le vacanze estive. Fu una liberazione scoprire  di sbronze liberatorie, viaggi per viaggiare senza scopo, sesso senza morale. Libertà dalla morale, libertà di esprimermi anche se non scrivevo in endecasillabi. Libertà.  Sarà tutta un’illusione sto sogno americano e tutta questa libertà, ma diamine mi ha regalato linfa vitale. 

 

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