Ogni tanto bisogna spargere amore – ma in maniera selezionata. Ecco una lista di persone che sono felice che esistano. I primi sono quelli che offrono da bere (se non lo fate mai, o siete incredibilmente poveri o incredibilmente aridi).

 

“So bene quel che fuggo, ma non quel che cerco”, diceva Montaigne. La lista delle persone che mi piacciono ha avuto decisamente una gestazione più travagliata.

 

Quelli che offrono da bere.

Quelli che sanno cambiare idea.

Quelli che sanno stare zitti piuttosto che parlare del tempo – è inverno fa freddo, è estate c’è l’afa – ma dai?

Quelli che fanno beneficenza ma non lo dicono.

Quelli che sembrano ancora avere dei segreti.

Quelli che non pensano e parlano per luoghi comuni.

Quelli che ringraziano il dottore e non dio perché sono guariti.

Quelli che dormono in maglietta.

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Martin Parr, A dog with sunglasses on, Venice Beach, California, USA.

Quelli che sanno che dire tutto quello che passa per la testa in nome di una presunta sincerità è una gran cagata.

Quelli che i soldi vanno e vengono.

Quelli che hanno delle idee, o almeno ci provano.

Quelli che sanno che l’obiettività è un’utopia ma bisogna comunque tentare.

Quelli che usano il congiuntivo e il preservativo (Jovanotti non mi rubare questa rima idiota).

Quelli che sanno che alla fine in bagno e nella tomba siam tutti uguali, qualsiasi classe sociale, conto in banca o faccia abbiamo.

Quelli che non si cibano dei fatti altrui per crearsi una vita propria.

Quelli che vivono una vita anche se hanno il raffreddore! Siam fatti di cartapesta?

Quelli che se non hanno voglia di uscire non escono e così non rovinano l’atmosfera. Grazie.

Quelli che sono famosi ma non scrivono libridimerda.

Quelli che leggono. Ma non cagate. Meglio non leggere che leggere Baricco.

Quelli che la mattina appena svegli sanno stare zitti. Grazie.

Quelli che quando dici che hai l’emicrania ti credono.

Quelli (uomini & donne che siano) che non trattano le donne come animali in via d’estinzione, faune speciali, esseri da proteggere.

Quelli che s’impegnano nel sociale senza diventare dei profeti spacca maroni.

Quelli che sanno ritirarsi quando è il momento.

Quelli che sanno che la depressione è una malattia, non un capriccio, non una debolezza.

Quelli pro-eutanasia, aborto, pro-scelta individuale. Grazie.

Quelli che onorano i debiti.

Quelli che se ne fregano se sei gay, eterosessuale, bisessuale, ermafrodita, trans. Affari tuoi.

Quelli a cui non manca Roberto Saviano.  Anzi.

Quelli a cui manca Indro Montanelli.

 

Quelli per il “vivi e lascia vivere”.

Quelli che fanno figli e li lasciano liberi.20140923-173613.jpg

Quelli che preferivano il primo Benigni a tutto quello che è venuto dopo.

Quelli che non fanno figli.

Quelli che volo ut sis.

Quelli rilassati ma non imbalsamati.

Quelli che si alzano per dare il posto a vecchi e donne incinte e decrepiti.

Quelli che se arrivi in ritardo di dieci minuti non se ne accorgono nemmeno.

Quelli che molto meglio Monica Vitti di Sofia Loren.

Quelli che ci  tengono ai propri neuroni, in un modo o nell’altro.

Quelli che sanno che l’empatia non è una malattia.

Quelli che mi hanno insegnato qualcosa.

Quelli che cercano di essere razionali anche quando piove merda.

Quelli che rispettano la mia libertà.

Quelli che leggono il mio blog, of course. I LOVE YOU

 

 

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