AH CHE BELL’INCUBO, QUELLO DI CRONENBERG

 

Ieri sera ho visto l’ultimo film di Cronenberg Maps to the Stars. Cronenberg riesce sempre a creare film distorti, in cui tutto pare assurdo ma di una famigliarita’ esasperata e anche in questo caso fa muovere davanti ai nostri occhi un pezzo di umanita’, mostrandocela praticamente nuda in tutte le sue deformita’ – anche e soprattutto patinate. Juliette Moore e’ – come sempre – perfetta nell’ impersonificare esseri femminili sull’orlo di una crisi di nervi (o forse perennemente in crisi di nervi). In Maps to the Stars e’ un’attrice famosa ma verso il dimenticatoio, una che sopravvive di pillole (Vicodin, Xanax, Zoloft, lassativi & depurativi), alcool e sedute pseudo terapeutiche. La sua ossessione e’ avere la parte che aveva avuto la sua stessa madre – attrice di culto- in un remarke hollywoodiano. Intorno a lei si muovono altre grandi e presunte celebrities, bambini vips, sedicenti attori, manager ruffiani. Un film che centra appieno l’assurdo di una parte del mondo contemporaneo e ne fa vedere le sue miserie – con cattivissima ironia- , e riesce a divenire prova anche dell’universale: la storia di Edipo ritorna, e le colpe dei padri, anche qua, inesorabilmente, ricadono sui figli.

(scusate per gli accenti graficamente sbagliati, habemus tastiera inglese!)

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