Non sono atea e non credo in dio. Essere mi pare già abbastanza faticoso.

 

Quando ho intervistato Battiato ( è stata la prima e l’ultima volta e mi ha concesso solo 10 minuti, poi divenuti 12 e 15 secondi), abbiam finito per discutere sui poveri atei –  per lui  poveri, ovviamente, in quanto non credono in nulla, men che meno nella levitazione di Santa Teresa d’Avila (ma dai?).

Di per sé la parola ateismo è fastidiosa, parte dal punto di vista del credente, c’è una prevaricazione, come se la fede fosse una discriminante fra gli essere umani. E invece no caro mio. Io non sono senza-dio. Io sono e basta.spider-man-08

 

E poi, senza dio, essere senza dio significa non credere in nulla? Non credo e seguo nessuna dottrina religiosa, ma questo non significa che deambuli nel buio (l’ho attrezzato di qualche comfort, per lo meno). Sono convinta di aver un mio sistema di certezze – tipo la terra è rotonda, la morte è certa e se non mi lavo i denti mi verranno le carie – oltre che a un sistema etico mio personale e un mio mondo fatto di miti. Semplicemente i miei miti sono veri, sono stati in carne e ossa ( e se son di fantasia, questo non ne preclude il valore, ma li riconosco in quanto idee, non pretendo di dire che Mr Darcy o Ishmael siano esistiti veramente). I miei miti non si vestono di bianco con dei cappelli a punta e le scarpette rosse e dicono cose strane tipo “Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per molti. In verità vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino al giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio” pretendendo che tutti ci debbano credere.

Ayaan Hirsi Ali spiega perfettamente quanto questa vita possa bastare in un modo o nell’altro.  (Non credo potrei reggerne una ultra terrena).

 “The only position that leaves me with no cognitive dissonance is atheism. It is not a creed. Death is certain, replacing both the siren-song of Paradise and the dread of Hell. Life on this earth, with all its mystery and beauty and pain, is then to be lived far more intensely: we stumble and get up, we are sad, confident, insecure, feel loneliness and joy and love. There is nothing more; but I want nothing more.”

― Ayaan Hirsi Ali, Infedele.

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