3 mesi di solitudine farebbero bene a tutti. Il film Wild e la voglia di camminare sulle montagne (londinesi, certamente).

I’d rather be a hammer than a nail
Yes I would, if I only could, I surely would”

Simon & Garfunkel – El Condor Pasa (If I Could)

” I can never go home anymore” 

The Shangri -las

Vi ricordare il film Into The Wild di Sean Penn? McCandless, ventenne,  si spoglia di tutto, abbadona famiglia e civilta’ e si immerge nella natura. Posso dire che la storia e il personaggio mi avessero fatto parecchio innervosire. Il McCandless del film era un idealista, idealista in una maniera radicale che fa venire i nervi, adducendo più a irrazionale invasamento che a una scelta. In lui c’era qualcosa di disfunzionale. Bisognava mandare così affanculo tutto e tutti (addirittura dare fuoco all’ultima banconota, ma dico, dalla a un poraccio se proprio ti ribrezza) per concludere che Happiness is only real when is shared? Non mi pare sta illuminazione. E inoltre ma perche’ i solitari devono sempre essere visti come pazzi?

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Ecco, invece la protagonista di Wild – Cheryl Strayes – mi è  stata fin dall’inizio parecchio simpatica. Prima di tutto perché è un albero da casini, capitati e voluti. Secondo,  il suo cammino, da sola, nella natura – 1100 miglia sulla Pacific Crest Trail dalla California al Canada – sembra un accadimento necessario, per riprendersi dalla morte della madre e da molti altri fantasmi, per imparare a fare conto solo su stessa, e su null’altro.

Essere soli per essere soli, tanto siamo comunque soli. No? Nessuna grande verita’ nascosta, nessuna presunzione.  La natura ci sovrasta e se ne frega di quello che capita  a noi essere umani quindi possiamo continuare anche a parlare alla luna, ma – come ben ha mostrato Leopardi – lei se ne fotte decisamente di noi, quindi tanto vale trovare la maniera di prendere questa vita nel proprio e personale migliore dei modi possibili senza farci illusioni, ma senza diventare cinici esasperati e esasperanti. Dopo questo lungo viaggio Cheryl pare riprendersi, raggiungendo una nuova pace con se stessa e imparando, forse, a vivere il momento.

La sceneggiatura è scritta da Nick Horby, la regia è del regista canadese Jean-Marc Vallée.

La colonna sonora mi ha fatto riascoltare alcuni pezzi (come quelli citati qua sopra), il film  mi ha fatto venire nuovamente voglia di viaggiare da sola e di camminare fra le montagne (londinesi, certamente). Quindi direi meglio di molti film, che  mi scatenanto una pazza o voglia di dormire o di mangiare una scatola intera di M&M.

 

Ciò che rende gli uomini socievoli è la loro incapacità di sopportare la solitudine e, in questa, se stessi.

 

Arthur Schopenhauer

Se vi interessa il tema, leggete anche questo! Subito!

https://maileggerablog.wordpress.com/2014/08/25/all-by-myself-shut-up-the-reasons-to-be-alone/

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