Non mi manca l’Italia. Non riesco. Sono senza cuore? Senza patria? Dieci ragioni per cui non mi può mancare l’Italia qua a Londra.

Anna Vallarino

Mi dispiace, non riesco a farmi mancare l’Italia. Dopo quattro anni a Londra, non riesco proprio. Mi piacerebbe provare un po’ di nostalgia. Ma nulla. Ho dei momenti proustiani di melanconia – ma momenti, battiti di ciglia, un odore, uno sbando emotivo – ma mai così forti da provocarmi un sentimento di nostalgia. Sono senza cuore? Senza patria? Senza qualcosa?

Ecco dieci motivi per cui non vedo la ragione per cui mi dovrebbe mancare l’Italia qua a Londra.

miami

Miami? No, Genova.

1. Insomma, dai, non siamo né a Melbourne né a Moon in Pennsylvania.  Due ore di aereo e son in Italia. Quando mi capitano davanti gli italiani che assumono le vesti di esiliati qua a Londra, mi fanno un po’ sorridere. Mi chiedo cosa farebbero se fossero in Venezuela. Due ore di aereo rendono la lontananza semplicemente quasi nulla. Più veloce andare da Londra a Genova che da Genova a Marsala. Sicuramente mi dispiace essere distante dalla mia famiglia e dai miei amici. A volte mi pare proprio di perdere dei pezzi di vita altrui. Ma è anche vero che la lontananza rende tutto più essenziale, e fra Skype, email, Facebook e WhatsApp la distanza di certo non si annulla, ma per lo meno si placa.

Va be, dai. Lazzaro, papà, mamma, nonna, amici miei, mi mancate. A volte.

2. Ormai tutti si muovono, soprattutto in Italia, quindi fossi rimasta in Italia per stare con la mia famiglia, facilmente mi sarei trovata in pochi anni da sola, con i miei in pensione ai Caraibi, mio fratello in Canada ad addestrare orche, mia sorella a Londra e i miei amici sparsi qua e là.

3. Non capire tutto a volte é proprio benefico. Mi piace da matti non essere sempre cosciente di tutto ciò che mi capita attorno. Il mondo pare più piacevole, anche le persone sembrano più esotiche e affascinanti. Non comprendere completamente quello che bofonchia in stretto cockney la tua vicina di metro all’amica è rassicurante.

4. L’Italia da distante è così bella. Come un ex-fidanzato. Insomma non bisogna dimenticarsi mai i motivi per cui si è andati via.

5. Il tempo. Io non so voi, ma quando stavo a Milano il tempo faceva abbastanza schifo (esclusa primavera/estate, ma arriva l’afa). Spesso uggioso e ancor più uggioso perché Milano è proprio urbanisticamente grigia. Nulla a che vedere con il centro o il sud d’Italia, certamente. Quando alcuni inglesi parlano del mio paese a volte ho il dubbio che confondano l’Italia con il Brasile.  Guardate che in Italia, soprattutto al nord, piove, a volte anche nevica e dobbiamo anche noi metterci la giacca e i maglioni di lana.  Insomma se proprio devo spostarmi per il clima, se proprio il clima ti è così indispensabile, vai in California, in Costa Rica, vai a vivere in Brasile. Almeno vai sul sicuro. E poi, credetemi splende il sole anche a Londra, non siamo sotto gli Urali (ma l’estate londinese.. può essere un vero tormento, ammetto).

silence

anche io dovrei iniziare a stare zitta

6. Non c’è la pressione di vestirsi bene. LIBERTA’. Un giorno ti vesti di merda, e sei sempre comunque vestito meglio della maggioranza.

7. La stampa italiana in linea di massima fa cagare. Pomposa, retorica, moralista, conforme (a parte Il Foglio). Sono una lettrice famelica di quotidiani e magazine, ma in Italia raramente di riesce a leggere qualcosa di decente. . Corriere? Repubblica? Stampa? Tutti dicono la stessa cosa, nessuno che a quella dannata libertà di parola faccia corrispondere una libertà  di pensiero. Evviva la stampa anglosassone ma soprattutto i suoi lettori, che ancora comprano quotidiani  e li finanziano. Vedi The Guardian (anche se sempre moralista e peggio), The Independent, Financial Times. Il settimanale The Spectator.  E la BBC? Possiamo parlare della BBC tv e delle radio BBC? Ciao Rai Uno, Rai Due, Rai Tre. Ciao ciao.

8 Il cibo. Non posso rimanere in Italia perché se magna bene. Ma dai. Ma perfavore. OK mangiare è importante ma non siamo in un paesino sperduto della Siberia con rape e radici. Mangiare è importante – altrimenti rischi di morire – ed è bellissimo mangiare con gusto, criterio e stile (come ci vuole un po’ di gusto nello scegliere le tende del salotto) ma proprio non riesco ad ossessionarmi al cibo (e le fotografie del cibo per me son roba pornografica). Qua ormai si trova tutto, e anzi si possono scoprire cose nuove, che spesso il nostro fascismo culinario non ci permette neanche di contemplare. Con questo, evviva l’olio d’oliva extra vergine, la focaccia, il Barolo, lo spritz e l’ EstaThé.

9. Ormai anche gli inglesi bevono caffè decenti.

daddy

Casa dolce casa.

10. Non reggo le persone al telefono nei luoghi pubblici. Non le reggo. Farmi ascoltare i tuoi  affari mi pare una cosa così incivile. Un vero inquinamento acustico e anche cerebrale. Come se il vicino di posto in treno mi mettesse un suo gomito in faccia. Non metteresti su una canzone ad alto volume, giusto? E credimi quello sarebbe molto meglio che sentire te che parli con tua mamma o con la tua amica dei suoi problemi amorosi. Credimi. In Italia finirei per fare come Robert De Niro in Taxi Driver.

11.  Mandare le email  di lavoro o burocratiche e ricevere delle risposte è un’emozione a cui non potrei ormai rinunciare.

12. E’ bellissimo avere due paesi invece che uno solo. Se sei abbastanza razionale, cerchi di prendere il meglio da entrambe le culture. Se sei negativo e pedante, prendi il peggio da tutte e due. Ma questo è affare tuo.

13.  Ci sono più italiani a Londra che a Brescia. “Mi manca il calore italiano” qui non funziona.

Ah scusate, son a 13. Mi fermo.

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2 pensieri su “Non mi manca l’Italia. Non riesco. Sono senza cuore? Senza patria? Dieci ragioni per cui non mi può mancare l’Italia qua a Londra.

  1. Ciao Anna, mi ha fatto notare la tua pagina il mio ragazzo che vive a Londra. Io ci sono stata per lavoro 8 mesi e ti posso dire in tutta sincerita’ che l’Italia mi e’ mancata molto in quasi tutti i casi da te descritti. Battuta semplice per me che sono di Torino, ma se vivevi a Milano per forza che non ti e’ mancata 🙂 Piu’ triste e grigia di quella citta’ non ne conosco!
    Il cibo: ma come fa a non mancarti tutta la nostra frutta e verdura fresca?! Li’ ce n’e’ a volonta’, ma il sapore e’ a dir poco nullo.
    Gli abiti: bello poter andare in giro anche in pigiama, ma vuoi mettere il nostro stile invidiato in tutto il mondo? I miei colleghi mi dicevano che si vedeva che ero italiana anche solo da come abbinavo in modo diverso da loro gli abiti comprati da H&M! Che soddisfazione vestirsi bene!
    La lontananza: certo, sei a 2 ore di aereo da casa. Ma quante volte al mese puoi dire “mamma, vengo a cena da te!”, a meno che tu non possegga un aereo privato pronto a partire in un attimo?
    La lingua: anche in Italia trovi sempre qualcuno che parla in modo incompresibile 🙂
    L’Italia e’ bella quando e’ distante. E Londra pure. Dipende da che angolazione le guardi!
    Le persone che parlano al telefono in Italia, che fastidio! E quelle inglesi che sono sempre incollate a giocare, whatsappare e digitare in metro e per strada e nenache si accorgono che esisti?!
    Certo, Londra e’ il mondo delle opportunita’, ma solo per questo non vuol dire che bisogna dimenticare quanto sia bella l’Italia!

    • Cara Monica. Non ho messo in dubbio la bellezza dell’Italia come non metterei in dubbio quella di qualsiasi altro paese! Il mio post non era certo un post contro l’Italia. Vestirsi bene? E mangiare verdure fresche? Magra consolazione. Direi che non sono di certo indici di salute di un paese e della sua cultura. Londra? Londra e’ una citta’ cattiva, non e’ di certo una panacea, e non e’ il paradiso delle opportunita’. E’ competitiva e bisogna tirare fuori gli artigli. Ma con questo per ora, non ho nessuna intenzione di rimpiangere il mio paese. E non sono milanese, sono cresciuta ad Arenzano, un bel paese sulla costa ligure, e poi ho vissuto a Genova, Bologna e all’estero. Ma la contemplazione del mare di Genova per ora non ripaga quello che questa citta’ mi sta dando. Grazie! Anna

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