Non son cresciuta nelle banlieue parigine e non sono nera, ma Girlhood mi ha fatto ricordare quanto l’adolescenza sia stata uno dei periodi più brutti, con apici di straordinaria bellezza

Adolescenti, o come una volta sentii dire dallo scrittore Pinketts, adolescemi.  L’adolescenza è un periodo tutto a  stante, senza contorni ben definiti ma che ha marcato la vita di ognuno di noi (ancora rimango incredula quando qualcuno ricorda con totale piacere il periodo che va dai 13 ai 19 anni – secondo me, dormiva).

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“Diamante Nero’ in Italia. Dalla – bellissima- canzone di Rihanna Diamonds (scritta da Sia).

Ho visto il film francese Girlhood, e mi è piaciuto e mi ha ricordato vivamente i miei tormentosi anni da adolescema. In Girlhood si parla di ragazzine nere, che vivono nella banlieue parigina  con tutti i problemi annessi. Io, invece, son bianca e son nata in un paesino proto borghese/ turistico chic sulla costa ligure,  con tutti i non problemi annessi, ma che c’entra quando si è adolescemi.

L’adolescenza, il periodo in cui:

1) uno non si sente né bambino  adulto, e se si viene trattati da bambini ci si incazza, e se si viene trattati da adulti, si va in paranoia per la troppa responsabilità, e si finisce per non capirci nulla. Chi sono? Vedi alla parola boh!. “Richiedimelo fra 10 anni, (forse)”.

2) si vuole essere indipendenti, si vuole essere qualcuno, ma non si capisce indipendenti in che cosa e da che cosa, e si finisce per essere indipendenti nelle cose e nelle cause sbagliate (sbronze colossali, orribili tatuaggi di cui spesso ti pentirai, limonamenti con esseri improbabili).

3) avvengono epici litigi con i genitori. I genitori sembrano capacissimi nell’adolescenza a non capire proprio nulla di noi. NULLA  (non che dopo qualcosa cambi, ma per lo meno, siamo meno dipendenti da loro).

4) si covano grandi speranze e si affrontano le prime grandi delusioni. Gli ormoni ti portano in un viaggio di bipolarismo perenne, e non è bello.

5) si vuole piacere a tutti ma si vuole anche essere particolari, unici, si vuole essere se stessi. E questo porta solo a un gran casino nella propria testa. Ascoltare se stessi o gli altri? Boh! 

6) se sei sfigato non hai via di scampo nell’adolescenza. L’adolescenza non permette di essere brutti e noiosi.

 

Mary Ellen Mark workshop at Look3 (Pigeon Hole)

Mary Ellen Mark workshop at Look3 (Pigeon Hole)

7) si fanno le prime esperienze sessuali, e si confonde tutto. Si vuole esperire e scoprire cosa è il sesso per poi avere le prime scoperte: le femmine scoprono che la libertà di esperire può portar loro ad essere giudicate e così si viene davanti alla presa di coscienza di quanto la propria ricerca di libertà possa scontrarsi con il giudizio morale esterno. I ragazzi scoprono che la loro vita più o meno sarà comandata dal sesso, dalla necessità di scaricarsi (no?) e scopriranno l’ansia da prestazione, che non è mai bella.

In mezzo a tutti questi tormenti, quanto mi son divertita nell’adolescenza? Quanto ho riso con le mie amiche? Quante cavolate abbiam fatto insieme? In quello, quanto è stata bella e unica, l’adolescenza. Ecco in Girlhood, oltre il disagio di nascere in una periferia per nulla accogliente e in una società che non sembra volerti, c’è proprio tutto questo.

NB La scena nell’albergo è la mia preferita, e mi ha pure fatto piacere la canzone Diamond, cantata da Rihanna, quella dell’ombrello, toh, ma scritta da Sia.

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