La suprema arte del decidere: continuo a fare cazzate, ma diciamo che ora le faccio con una certa competenza ed esperienza.

“The most important decision you make is to be in a good mood.” Voltaire  

“Never make a decision when you need to pee.”  Leonard Cohen (Beautiful Losers)

Pagare per avere un attacco di panico? Ci son andata vicina. Son andata alla mostra Decision Making di Carsten Holler alla Hayward Gallery e dopo tre minuti son entrata nel panico. E non era quello che si prova davanti a una decisione da prendere, ma il panico da claustrofobia. Si’, nella presentazione  avvisano i claustrofobici di evitare la mostra, ma non ho mai pensato di farne parte. Ecco.

Mi son trovata dentro a un tunnel completamente al buio, dove si avanza senza sapere bene dove si stia andando. I passi e le voci degli altri visitatori rimbombano fra le pareti di acciaio e si percepisce quanto il tunnel sia minuscolo e quanto l’aria un poco manchi. Con tali premesse, il mio respiro ha iniziato ad affannarsi  e la mia mente a deambulare. Ma mi son detta: “Fra poco sarò fuori e ancor di più, non posso pagare per avere un attacco di panico!”. Almeno quelli datemeli gratis.

Vedere il mondo al contrario. Divertente ma fa venire ancora più nausea

Vedere il mondo al contrario. Divertente ma fa venire ancora più nausea.

Uscita – vittoriosa –  ho realizzato che l’amico che era entrato con me – dalla stessa porta- era sbucato da un altro sbocco.  Questo mi ha affascinato, caro Holler (lo so che non te ne frega nulla ma e’ stato l’unica opera ad affascinarmi nell’intera mostra). Mentre ero nel tunnel ero convinta di percorrere l’unico tragitto possibile, e invece no, cara mia, avevo preso delle decisioni senza saperlo, facendo finta di non saperlo, talmente ero cotta dall’ansia e dalla fretta di uscire da li.

Il dilemma di decidere: da che film guardare, a quale città vivere, morire, a chi frequentare, a chi annoiare, a chi baciare, a quale gruppo o non gruppo appartenere.

Quel cavolo di tunnel/attacco di panico è stato l’unico pezzo di questa mostra a farmi veramente riflettere su decision making e su quanto sia stata fessa, e su quanto sarò fessa anche in futuro.11219060_10153148039805745_8289601038891357313_n

Quante decisioni non ho  preso non riflettendo abbastanza attentamente sulle differenti opzioni? Non soffermandomi sul fatto che ci fossero proprio delle opzioni e non solo una via dritta da seguire? Quanto per fretta, panico, horror vacui, paura dell’incertezza, pigrizia, dipendenza dalla zona comfort (che poi così comfort non è, dato che se la guardi bene ha tutte le sembianze di una bella prigione con i cuscini)  mi hanno reso una mezza imbecille?

Questo è il mio ennesimo elogio alla razionalità, al buon senso, alla pazienza e alla comprensione della realtà e di noi stessi.

Basta con sta emotivita’ da salotto che tutti sbattiamo in faccia agli altri, anche agli sconosciuti.

Insomma son pronta a risbagliare, ma voglio risbagliare meglio e con molta, con molta più competenza.

The straight line, a respectable optical illusion which ruins many a man

Victor Hugo – Le Miserablés

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