“Il massimo impegno civile è l’auto-contestazione”, ovvero come cercare di non intorpidirsi e cercare ogni giorno di sfidare i propri limiti.

“Non provava ribrezzo per tutti i dogmi, per tutte le affermazioni non dimostrate, per tutti gli imperativi? Lo provava.”

Primo Levi parla nel suo memoir Il Sistema Periodico di Sandro, amico, compagno di studi e di escursioni ad alta quota, uno di quelli che gli aveva insegnato a vivere (la montagna), e a non scoraggiarsi mai “perché è dannoso e quindi immorale, quasi indecente”.  Uno di quelli che parlano poco, ma fanno tanto, quindi uno di quelli che ora rischierebbero di non essere notati perché non ci romperebbero le palle su Facebook.

Mia nonna. Non mette mai le calze. Neanche se ci son 3 gradi.

Mia nonna. Non mette mai le calze. Neanche se ci son 3 gradi.

Ho letto Il Sistema Periodico e, finito, mi son chiesta il perché avessi aspettato così tanto. Levi racconta la sua vita da chimico, da scrittore, da deportato, attraverso alcuni elementi chimici e lo fa in una maniera pratica, umana, scientifica. In barba ai sentimentalismi, in cerca di una morale, di un’etica in cui i confini tra scienza e letteratura si confondono.

“La nobiltà dell’uomo, acquisita in cento secoli di prove ed errori, era consistita nel farsi signore della materia… mi ero iscritto a Chimica perché a questa nobiltà mi volevo mantenere fedele… vincere la materia è comprenderla, e comprendere la materia è necessario per comprendere noi stessi.”

Vincere, comprendere, perdere anche, superare i propri limiti (che non son quanti negroni puoi bere in una sera, purtroppo). Levi, che nascerà e morirà nella stessa casa torinese, passando una vita fra la fabbrica di vernici dove lavorava e la scrivania ( a parte il periodo ad Auschwitz) rimpiange le sue escursioni con Sandro, in cui avevano anche vissuto situazioni di pericolo. Racconta di una notte passata al gelo, con il pericolo di morire assiderati.  Levi lo ringrazia per quelle “imprese insensate solo in apparenza” che lo hanno fecero sentire”forte e libero”, libero anche di sbagliare.

 

Sandro Dalmastro.

Sandro Dalmastro.

PS L’amico di Levi, Sandro Dalmastro fu ucciso nel 1944 dai nazifascisti, con una raffica di mitra – e divenne così il primo Caduto del Comando militare piemontese del Partito d’Azione.  Il Partito d’Azione, ovvero i figli combattenti di Giustizia e Libertà, uno dei pochi movimenti liberali degni di questo nome che l’Italia abbia mai visto.

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