Non è che se non dici/scrivi la tua significa che non esisti. E neanche palesi che sei un idiota. Anzi.. Sulla temuta arte del silenzio.

“Silence is only frightening to people who are compulsively verbalizing.”  W. Burroughs

“Parla poco e ascolta assai, e giammai non fallirai”

 

Sapete quando siete piccoli e vostra madre o la maestra o il professore vi guardano di sbieco ammonendovi di stare zitti se non sapete qualcosa? Meglio stare zitti che dire stronzate, insomma. A me è capitato spesso perché ho sempre avuto una acuta tendenza a volere dire sempre la mia. Non sempre a proposito, anzi spesso a sproposito.

Anche ora, ogni giorno, faccio un esercizio di autocensura unito allo sforzo di dire meno cose possibili ma più ponderate possibili. Di nuovo, non sempre ci riesco. Anzi spesso fallisco. E forse già lo sapete.

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Vive You Porne! – Dopo l’atto terroristico islamista a Parigi, ecco come si è presentato il logo di You Porn. Cari terroristi, voi quelle 40 vergini mi sa che non le avrete mai, ma noi, in Occidente, abbiamo You Porn 24 ore su 24.

Mia nonna è bravissima nel non autocensurarsi. Lei le spara proprio tutte (o magari si autocensura, anche… OH MY GOD). In questo marasma, a volte dice delle genialate, altre, le vorresti detonare le corde vocali.

Succede una tragedia – vicino a casa – e molti sui social network diventano improvvisamente giornalisti o esperti di politica medio-orientale, di intelligence e terrorismo. Persone che mai avresti detto.

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Il SUNTO by Davide Incorvaia

Son molto capra, io. In molti argomenti. E molti di voi credo lo siano. Proprio per questo credo nel silenzio, nel momento in cui valga la pena ascoltare, invece che scrivere compulsivamente. Perché non ritornare ai classici ’10 secondi’ prima di dire qualcosa?  Di giardinaggio, fisica quantistica o raggi ultravioletti ne so poco e niente quindi mai mi addentrerei a intavolare una conversazione. “La teoria del Big Bang? Una boiata pazzesca!”.

L’urgenza di dire è umana. Ma allora non sarebbe meglio comprarsi un bel diario, una di quelle belle smemorande anni ’90 e scriverci tutte le cose che ci passano per la testa?

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Mia nonna e l’i-pad. Dovete vedere come si incavola quando legge il giornale e non riesce a girare pagina.

La scrittura è terapeutica, ma non puoi coinvolgere 1000 persone nella tua cazzo di terapia. Soprattutto se quelle persone non lo hanno richiesto.

Conoscere se stessi e capire quando è il momento di tacere, ecco quella credo sia una bella virtù da coltivare. E lascio a voi riflettere sul fatto che stia scrivendo del silenzio, comunicando.

A volte mi son sentita in colpa di non trovare le parole adatte per dire qualcosa a qualcuno in un certo momento. Ma non posso negare, che la maggior parte delle volte in cui mi son sforzata di colmare quell’imbarazzo, ecco quelle volte, il risultato è stato ancora peggiore. E quelle parole sbagliate son diventate una vera omissione.

Stay foolish, stay in silence.

You Porn (L’Isis non ci sconfiggerà mai).

 

Il silenzio è il linguaggio di tutte le forti passioni, dell’amore (anche nei momenti dolci), dell’ira, della maraviglia, del timore.

Leopardi

 

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