Come smettere di farsi le paranoie, i voli pindarici senza ritorno, insomma le seghe mentali.

 

“Please don’t continually say I’m paranoid” “Why?” “It makes me paranoid”.

Philip K. Dick

Prima di tutto ammetto che io non lo so. Nel senso, io vivo di iperpensiero.  La mia psicologa (secondo me tutti dovrebbero andare dallo psicologo, anche tu, soprattutto tu che stai ora pensando che io ho sicuramente dei problemi visto che ho una psicologa, oh) dice che vivo come se scrivessi di vivere, invece di vivere.  Direte che figata. E invece no. Perché quasi sempre il mio libro é mica uno di quelli di avventura alla Mark Twain o un bell’Harmony da menopausa ma con tanto sentimento e happy end, direi che son sul genere Stephen King che incontra Anna Karenina che sta leggendo Giacomo Leopardi, ecco.14581373_1183002885099211_350614118929587827_n

 Ma posso darvi dei  suggerimenti su come smettere di farvi le cosi’ dette seghe mentali, che son deliri, si’ ma coerenti (quindi uno ci mette un po’ prima di capire che invece son solo paranoie, pensieri parassiti che non porteranno a nulla se non a una gran perdita di energie e tempo):

 Son cresciuta pensando “ogni lasciata é  persa,” “carpe diem” e compagnia bella. Che tedio. Cogli l’attimo mi ha sempre messo un sacco di ansia. E allora son arrivata alla conclusione: va bene cogliere l’attimo, ma mica tutti gli attimi, se no mi viene solo l’ansia. Inoltre credo che non sia possibile cogliere tutti gli attimi, altrimenti non potremmo neanche concederci il tempo di dormire.  Dunque: carpe sto diem quando voglio, quando scelgo di farlo e quando posso. Oh. E carpe diem anche di non carpe diem, ecco.

Non fissarti su cosa hai detto o fatto di sbagliato se ormai oggettivamente non importa. Perché credimi a volte importa solo a te, e anche troppo. Farsi le seghe mentali retroattive  é da persone che si prendono veramente troppo sul serio. Bisogna imparare a lasciare andare. Hai fatto un colloquio so and so, o addirittura di merda? Raccontatela un po’, ma che c’é di male? In quei momenti ecco, devi pensare al destino, che io credo non esista, se non in questi casi. “E’ stato il destino”. Il prossimo colloquio andrà meglio e il lavoro sarà migliore. Magari non é  vero, ma dai, ti chiedo solo di raccontartela un po’.

Sei siete da soli, non ascoltate la musica pop, soprattutto quella italiana. Mia madre ascolta Radio Margherita e su dieci canzoni, nove parlano d’amore, ma mica dell’amore per il tuo cane, per la tua amica o per il surf. Ma va, l’amore per un lui o una lei, certamente. E che noia. Alla fine uno si convince che l’amore di coppia conti più di qualsiasi cosa, e si finisce per sopravvalutarlo.

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“I’m an Irish Catholic and I have a long iceberg of guilt” Edna O’Brien autrice di The Country Girls uscito nel 1960 e bannato in Irlanda dalla censura.

Mettitelo in testa, non puoi controllare la realtà. Ci son cose che si possono decidere, tipo cosa mangiare, che vestiti mettersi e quale dentifricio comprare e chi depennare dalla bacheca di Facebook. Ci son delle cose che non puoi controllare.  Quindi rilassati e accetta anche l’inaspettato.

Se non lo fai già, pensa alla morte (alla tua, certamente) ogni giorno per dieci secondi almeno, cercando di non coinvolgerti emotivamente. Cerca di pensarci anatomicamente, come un dato di fatto. Funziona. Ti sentirai più  leggero, ma non sei ancora morto. Oh (se invece questo esercizio ti fa venire ancora più ansia, lascia perdere)

Ti senti in colpa per quello che fai o che pensi? Sei palesemente nato in un paese cattolico. Siamo nati con il senso di colpa. Solo vivere e goderci la vita ci fa venire l’ansia. Riconoscilo e vai avanti.

AMEN.

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