Perché va bene avere trent’anni, ma anche quaranta o novanta, ed essere single – ovvero da soli, senza un uomo/donna fissi (ma dico, bisogna anche spiegarlo?).

                                     No, un uomo single non è un uomo solo, è, semmai, un uomo da solo.

Aldo Busi

 

Qualche tempo fa mi son detta: “Ho più di trent’anni, devo trovare un uomo”. Ma perché?  “La maggior parte della gente che conosco è accoppiata e la maggior parte di quelli che non lo sono, sono veramente preoccupati di non esserlo”.  Quindi, forse, preoccupata, non avrei dovuto esserlo anche io? E poi è così – non importa quanto tu sia intelligente o indipendente- come uno a un certo punto si rende conto che “deve trovare un lavoro”, o “deve andare a fare la spesa perché il latte è finito”, c’è anche il momento – passati i trent’anni- in cui uno dice “devo trovare la mia dolce metà, la mia anima gemella, il bastone della mia vecchiaia, la ringhiera della mia vita” (questa l’ho inventata io).    Screen Shot 2017-09-25 at 11.03.20

E anche ritenevo – in maniera semplicistica – che, finalmente, trovandolo mi sarei liberata dal pensiero “devo trovare un uomo” e avrei iniziato a concentrarmi su cose più serie (come per esempio il libro che sto cercando di scrivere). Che cazzata! Lo so.          Inoltre, mio desiderio era anche mettere in pace mia nonna, le mie zie, mia madre (e le sue botte di zitella), mio fratello, il vicino di casa, le colleghe, il postino, il bagnino, l’anagrafe e il papa e per, finalmente, porre fine alla domanda idiota “Ma come mai sei single?” o alla ancor peggio consolazione non richiesta – e ripeto non richiesta:   “Non ti preoccupare, incontrerai qualcuno”- quando tu preoccupata non lo sei. E comunque, grazie, cara. Magari incontrerò tuo marito, thank you.

E quante donne, in preda all’ansia e al tic-toc e agli ormoni, appena incontrano un uomo sembrano chiedersi: è lui l’uomo con cui vivrò tutta la mia vita (come se uno fosse sicuro di avere tutta una vita)? Il padre dei miei figli e del mio chihuahua? L’uomo con cui farò colazione la mattina, sesso la sera, scongelerò il freezer e guarderò serie tv bevendo birra o tisane (a seconda che sia lunedì o sabato)? L’uomo che mi raccoglierà  la dentiera da terra, porgendomela con un sorriso e le parole: “Sei bella come il primo giorno”?

Posso dirvelo? Che ansia. Solo al pensiero mi viene l’ansia. Solo al pensiero di essere in cerca dell’UOMO, perché il tempo passa e le rughe aumentano e le ovaie si acquietano, sento una fitta allo stomaco e mi si annebbia la vista.

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“Non sono un uccello; e non c’è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà”  “I care for myself. The more solitary, the more friendless, the more unsustained I am, the more I will respect myself.”  Jane Eyre – nella sua ricerca di indipendenza dalla morale comune e dai costumi-  rimane una delle mie eroine preferite.
― Charlotte BrontëJane Eyre

 

Quando ero piccola ero una gran bastian contraria e mi piaceva dire che avrei avuto quattro figli e li avrei cresciuti da me. Lo dicevo per rompere le scatole, per essere libera, per non dover per forza essere come eran tutti, lo dicevo con quella semplicità che può solo avere una bambina che non ne sa molto della vita (e proprio nulla del fattore ormoni e altro), ma che ha fame comunque di esserci, a modo suo. Mi pare che a otto anni fossi abbastanza avanti sui tempi e mi chiedo, se già da piccola avevo il desiderio di vivere la vita a modo mio, perché ora, perché proprio ora mi dovrei  rinchiudere nella paranoia, nella paura della solitudine, nel desiderio di essere – per forza- come di solito bisogna essere a trent’anni? Accoppiata? A dieci e  a vent’anni me ne fregavo – pur con normali momenti di smarrimento-, quindi, perché ora dovrei farne un problema? NO.

E credetemi, mi piacerebbe trovare un uomo, un pari, un compagno, con cui guardare 8 puntate su Netflix e con cui condividere gioie e dolori, ma va bene anche così.

E poi perché le persone, generalmente, non possono accettare che una persona possa essere felice anche da sola? Perché cazzo lo sono, anzi non sono mai stata più serena. Ma non son serena perché son da sola, son serena e basta! Per favore, chiedetemi altre cose. Chiedetemi semplicemente come va, e io vi dirò semplicemente la verità. Bene.

Quindi per ora va bene così, poi si vedrà.

VIVE LA LIBERTE’!

NB: Non comprendo quelle persone che tessono le lodi dell’esser single (come quella che ha sposato se stessa? E beh) o  di quelle che tessono le lodi dell’essere in coppia. Vi son lati positivi e negativi in entrambe le situazioni. Pare ovvio. E poi basta con quei luoghi comuni “Stare in coppia è un lavoro”,  e,  ti guardano, single, come se tu non potessi capire. Darling, anche stare da soli è un lavoro, un lavoro quotidiano come il tuo, credimi. Nessuno regala niente, come, saggiamente, dice mia madre.

 

 

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Dieci tipologie di profili Facebook da cui non puoi scappare.

 

Dal posta-cibo al dio dei cani:.

Io e i cani. Le foto su Facebook: I figli vincono, ma se non si han figli, si mettono i cani. Se non si han cani, si mettono i gatti. Se non si han gatti, si mettono i cani degli altri. Giuro, da un giorno all’altro il vostro gatto non cambia. Giuro.

Ho figliato dunque sono. Aristide ha detto questo. Ecco Aristide dopo il bagnetto. Ecco Aristide che ride. Ogni scarrafone è bello a mamma sua, si dice, e non è una frase che ho inventato io.

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Con questa bellissima foto, vi auguro Buon Natale.

Il posta cibo. E’un feticista del cibo.  Tiene veramente tanto a tenerci informati, ogni giorno, di quello di cui si ciba. Anche se si tratta di un piatto di pasta al pomodoro ornato da una foglietta di basilico rattrappita  su un tavolo bisunto.

 

I selfie dipendenti. Conosco gente che si fa un selfie al giorno. Credimi un selfie al giorno, non leva lo psicologo di torno.

 

L’ intellettuale virtuale. Rompere le palle con i libri che si leggono: bravo che leggi. Siam veramente contenti che sei capace a leggere. In questo gruppo ci son io.

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“Come essere un vero British”. Ho iniziato male. Un vero British mai prenderebbe una birra piccola.

Gli innamorati cronici. Foto del profilo: tu e lui. Foto in copertina: tu e lui. Messaggi d’amore sulla bacheca. Un amore Shining, dato che spesso gli innamorati cronici 1) Vivono insieme 2) Mentre postano queste cose su Facebook sicuro si tartassano su Whatsapp. Io mi chiedo sempre, e se ti lasci? Che fai con tutto quell’amore virtuale sparpagliato?!

 

I posta frasi motivazionali come quelle cartoline con scritto ‘Credi più in te stesso, ne sai più di quanto credi’ e dietro un pony che vola. E poi ne sai più di cosa? Mah.   Uno studio in US  ha dimostrato quanto gli amanti di queste frasette siano generalmente più stupidi. Ma io dico, bisognava fare uno studio per capirlo?

 

I profili fantasma. Quelli che mai leverai dalla bacheca perche in effetti è come se non ci fossero. Ma magari spiano, neh.

 

I ‘too much information’. Quelli che dicono ai loro 1000 amici su Facebook proprio i cazzi loro.

 

I commentatori al cubo. Ci sballano a fare il commento del commento. I commentatori al cubo amano Morandi, Salvini e la Cuccarini.